Pranzo di lavoro (dal mercoledì al venerdì a pranzo, non festivo).
Una portata € 12.00 compreso acqua e caffè
Due portate € 18.00 compreso acqua e caffè
Gnocchi di patate, pomodoro, pancetta, pecorino
Tagliatelle all’uovo, rucola e salva
Pastina risottata, radicchio e barbera
Ravioli bolognesi al sugo di funghi
Piadipizza, prosciutto cotto e taleggio
Pollo arrosto con patate
Uova all’occhio di bue, insalata al salto e grana
Fritto misto molto misto
Formaggio a scelta (Taleggio, Parmigiano, Salva, Piave)
Dessert a scelta
La nazionale femminile iraniana ha esordito in Coppa d'Asia contro la Corea del Sud, ma più che sulla partita l'attenzione si è focalizzata sui minuti che hanno preceduto il fischio d'inizio. Le giocatrici si sono rifiutate di cantare l'inno nazionale, restando in silenzio mentre la musica riempiva tutto lo stadio: è stato un atto di protesta contro l'escalation di violenza che ha colpito il Medio Oriente negli ultimi giorni, cominciata con l'attacco congiunto di Israele e USA all'Iran, una presa di posizione forte forte e simbolica contro il regime che ricalca quanto fatto dalla nazionale iraniana maschile ai Mondiali 2022.Le calciatrici non hanno cantato e sono state riprese dalle telecamere mentre mettevano in atto la loro protesta, accompagnate dalla loro allenatrice Marziyeh Jafari che proprio in quel momento si è lasciata sfuggire un sorriso mentre osservava la sua squadra. Secondo la giornalista Tracey Holmes a tutta la nazionale femminile era stato ordinato di cantare l'inno per non mettere in imbarazzo il regime, un'indicazione che non è stata presa in considerazione da nessuno con un grande atto di coraggio.È stata l'immagine più significativa della serata e il video ha fatto il giro del web per la potenza del suo messaggio.È stato ripreso da diversi giornalisti ed esperti di geopolitica che hanno spiegato le motivazioni del loro gesto: le iraniane si sono rifiutate di cantare l'inno mettendo in scena una protesta silenziosa contro il regime della Repubblica Islamica, accompagnate sugli spalti da alcuni tifosi che sventolavano a bandiera pre-rivoluzionaria islamica raffigurante il leone e il sole dorati. È lo stesso gesto fatto dalla nazionale maschile nel 2022 che in quell'occasione era stato seguito dai fischi dei tifosi sugli spalti. Le calciatrici non hanno rilasciato dichiarazioni e la CT ha evitato domane sulle tensioni politiche in conferenza stampa, concentrandosi soltanto sulla partita e sulla sconfitta per 3-0 che è passata totalmente in secondo piano.
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